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domenica 22 luglio 2018

Milano : La rotonda dalla Besana







Dove si trova?

Via Enrico Besana, 12

20122 Milano














La Rotonda della Besana trova accanto a Piazza Cinque Giornate, accanto ai Bastioni Spagnoli, nel tratto che da porta Vittoria si snoda verso porta Romana.

La Rotonda che viene chiamata da tutti "della Besana", è ubicata sull'omonima via ed è stata costruita nei primi anni del Settecento come cimitero del vicino ospedale Maggiore. 



È un complesso tardobarocco, completato fra il 1719 e il 1731 con la costruzione della chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri, a croce greca che oggi è sconsacrata, e del porticato a segmenti d'arco in mattone a vista che la circonda. 

San Michele ai Sepolcri

In passato lo avevano chiamato "Foppone", cioè grande fossa.

L’area rimase in uso fino al 1782, quando l’Imperatore d’Austria Giuseppe II proibì le con una legge propria, di eseguire inumazioni entro le mura delle città dell’Impero Austro Ungarico, per questioni igienico-sanitarie.


Sotto il pavimento del portico si estendevano profonde cripte destinate ai morti dell’ospedale e si stima che in questo mezzo secolo avevano raggiunto le 150.000 unità.


Oggi la Rotonda è un'importante sede espositiva della città. 

Il suo complesso composto dalla Chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri, fu costruita da Attilio Arrigoni tra il 1695 e il 1700 e il recinto porticato che la racchiude, fu progettato da Carlo Francesco Raffagno e terminato da Francesco Croce nel 1731. 


Il suddetto porticato è composto da un muro in laterizio (materiale artificiale da costruzione ottenuto dalla cottura di argille con quantità variabile di sabbia, ossido di ferro e carbonato di calcio) e con archi, Iesene e grandi finestroni.


E' caratterizzato da un percorso rialzato e continuo formato da quattro esedre maggiori alternate a  quattro esedre minori con colonne binate.


Il cimitero, chiuso alla fine del 700, fu interessato da alcuni progetti, uno dei quali prevedeva la trasformazione della Rotonda, in Pantheon del Regno Italico destinato ad accogliere le sepolture degli uomini illustri: ma questo progetto non fu mai realizzato.



Perchè visitare la Rotonda della Besana?


nel 1939 l’area fu ceduta al Comune che la restaurò, trasformandola in un’area verde pubblica utilizzata come spazio espositivo per mostre temporanee, proiezioni ed eventi culturali. 


Dal 2014 è sede del MUBA - Museo dei Bambini di Milano.


Alcune curiosità:


  • Molti pensano  che la Rotonda della Besana coincida con il Lazzaretto manzoniano, ma non è così: in quanto il lazzaretto citato nei Promessi Sposi coincide tra l’area compresa tra la chiesa di San Paolo al Lazzaretto e Corso Buenos Aire; mentre come abbiamo già detto la Besana si intende come l’ex cimitero seicentesco, extraurbano, e di pertinenza della Ca’Granda (l’Ospedale Maggiore di Milano). 
  • E’ Rotonda perché nel 1719 tutto il complesso venne cintato da un porticato, così da limitare il flusso delle acque dei Navigli che, nei periodi di piena, imputridivano la zona emanando un tanfo stomachevole e creando disagi alle bare non sepolte.
  • Enrico Besana nato a Milano nel 1813, fu un patriota e politico italiano, volontario e combatté, come garibaldino, nelle Guerre di Indipendenza combattute a Milano nel ’48. Ecco perché  la Rotonda è stata intitolata a lui come la piazza Cinque Giornate.

Infine, la Rotonda della Besana è stata usata come "‘lo’ spazio espositivo di Milano", di tanti artisti e architetti come Luigi Veronesi, Fabrizio De André e Karl Lagerfeld etc..



Alcune foto:














San Michele ai Sepolcri





Buona Visita

venerdì 13 luglio 2018

Santa Maria presso San Satiro e il Bramante





DOVE SI TROVA?


 Scendendo alla Fermata Duomo (M1), a pochi metri si incontra la Via Torino e al numero 17/19, troviamo la CHIESA SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO. 





La chiesa è nascosta dalle costruzioni vecchie e nuove ed agli occhi delle persone distratte.

E’ una delle più importanti testimonianze di architettura di Donato Bramante, un artista poliedrico nato a Fermignano, in provincia di Urbino, nel 1444.

E' importante dare un'occhiata alla pianta della chiesa per comprendere meglio la storia.




Una breve storia:


La chiesa è dedicata al miracolo della Madonna col Bambino (affresco del XIII secolo). Ha sanguinato dopo lo sfregio di un ubriaco ed è oggetto di grande devozione popolare, il Santuario (1476-82) ingloba il Sacello di S. Satiro (879).


Tra il 1476 e il 1482 il sacello venne inglobato nella chiesa di S. Maria, costruita per custodire un'icona ritenuta miracolosa. Si tratta di un affresco votivo raffigurante la Madonna col Bambino che, colpito da un giovane vandalo con un pugnale, avrebbe sanguinato. L'opera all'origine del miracolo, risalente al XIII secolo, è collocata sull'altare maggiore.

La chiesa ha origini altomedievali, fondata dall’arcivescovo Ansperto prima dell’879, mentre il cantiere della chiesa attuale ha inizio nel 1476-77 e dal 1478 è attestata la presenza di Bramante, che ha avuto problemi nella progettazione, dovuti alla collocazione originaria della struttura.

Infatti, guardando la toponomastica del quartiere possiamo notare che doveva sorgere in quartiere molto popolato e ricco di attività commerciali e artigianali, botteghe di orefici e armaioli. Nelle immediate vicinanze troviamo via Spadari, via Speronari, via Orefici, via Armorari.


Nel ‘400 il sacello di S. Satiro è annesso alla chiesa di S. Maria diventando la Cappella della Pietà. Qui è conservato il “Compianto su Cristo morto”, un gruppo di 14 figure in terracotta che raffigurano la scena della pietà. Sono statue colorata, a grandezza naturale, opera quattrocentesca di Agostino de’ Fondutis.

Compianto su Cristo morto

Il successivo sostegno di Ludovico il Moro, le offerte dei fedeli e dei nobili del tempo hanno consentito il completamento dell’edificio che deve la sua maggiore notorietà al finto presbiterio, opera di Donato Bramante.


La facciata quella progettata dall’Amadeo su indicazioni del Bramante, non venne mai eseguita; pertanto nel 1872, fu realizzata dall’architetto Giuseppe Vandoni.

Sul retro della chiesa è presente un campanile romanico del X secolo, uno dei più antichi di Milano.


Via Falcone,
dietro Santa Maria presso San Satiro


Nella chiesa di Santa Maria presso San Satiro è conservato il pugnale sacrilego che avrebbe fatto sgorgare sangue dall’icona miracolosa, per secoli meta di pellegrinaggio.







FATTO STORICO:



Madonna con Bambino

Una piccola chiesa è fondata dall'Arcivescovo Ansperto nel IX secolo ed è dedicata a San Satiro, fratello di Sant'Ambrogio. 

Nel 1242 si racconta che vi sia avvenuto un miracolo: da un dipinto votivo della “Madonna con Bambino”, colpito da una coltellata, è sgorgato sangue. 
Nella seconda metà del Quattrocento, accanto alla chiesa di San Satiro dalla quale prende il nome, sorge la chiesa di Santa Maria presso San Satiro, edificata per custodire l’icona miracolosa.





OPERA DI BRAMENTE:

Incaricato del progetto è Donato Bramante che pur avendo a disposizione un’area di dimensioni ridotte, progetta una struttura di respiro importante con decori in oro e azzurro, fregi a motivi classicheggianti, nicchie piatte e concave alternate coronate da conchiglie.

L'artista, pur avendo a disposizione un'area di piccole dimensioni, profonda soltanto 97 cm, diede all'edificio un respiro monumentale mediante l’illusione prospettica ottenuta grazie all'apparente volta a botte cassettonata, in stucco, sopra l’altare maggiore, che simula una profondità inesistente. 








E’ dotata di tre navate, quella centrale coperta da una volta a botte, e una imponente cupola emisferica all’incrocio con il transetto.

La mancanza di spazio sul retro dell’altare, per la presenza della medievale via del Falcone, è alla base della scelta di adottare una pianta a croce commissa (a forma di T), priva del braccio minore.
Pertanto, per evitare lo sgradevole effetto di brusca interruzione e disarmonia, la geniale soluzione adottata da Bramante è la creazione di un finto coro in stucco dipinto, quasi un trompe l’oeil ante litteram, che dona l’impressione di un ambiente più ampio.

All'interno, sul lato destro, troviamo la Sacrestia del Bramante (fine XV secolo); oggi è BattisteroL'ambiente è una sintesi tra antico e moderno.
E' a pianta ottagonale, ha una cupola, è decorato da un Fregiocontinuo di putti e busti virili in terracotta colorata (disegnata da Bramante, eseguita  de’ Fondutis).

Decorazione della sagrestia del Bramante





Fonte battesimale del 500



Infine, sono molto importanti le PITTURE MURALI DEL SACELLO che, secondo gli studiosi, si sono stratificate in diverse fasi, una prima risalente all'originario periodo anspertiano e almeno una seconda corrispondente al supposto momento di ridecorazione, che potrebbe aver preceduto la consacrazione di XI secolo.




Sacello interno: Madonna col Bambino del XIII Sec.)


pittura murali nel Sacello interno


Ecco alcune foto dell'interno della Chiesa:
















E' da vedere perchè?



  • è l’applicazione tridimensionale delle teorie della prospettiva. Bramante realizza in stucco un finto coro prospettico, uno spettacolare trompe l’oeil in uno spazio profondo appena 97 cm.
  • la vista del retro della chiesa in via Falcone, dove le misure dell’abside ridottissime dimostrano la genialità nella realizzazione di uno spazio illusorio, che applica dal vivo le regole della prospettiva.
  • Il Campanile romanico (X sec) è tra i più antichi di Milano e modello per i campanili romanici lombardi.


Buona visita

domenica 1 luglio 2018

Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa (Dan Flanin)


Dove trovarla? 



Quando si scende alla fermata della M2 di Piazza Abbiategrasso, ci si immette in via neera e al numero 24 troviamo la chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa. 



Un po di storia:


La Chiesa si trova in un quartiere periferico della città vicino al Naviglio Pavese, composto da residenti benestanti e fasce popolari e oggi, anche, ha una forte presenza di immigrati.

E’ una monumentale architettura di Giovanni Muzio degli anni ’30.

Alla fine degli anni 90 è stato installato un sistema luminoso con tubi al neon dell’artista Dan Flavin che ne ha valorizzato lo spazio ed è un opera d'arte contemporanea ed originale in un edificio religioso.

La chiesa  è divenuta parrocchia nel 1925, con decreto del Card. Eugenio Tosi, che nominò come primo parroco Don Arturo Migliavacca.


Progetto : Franco della Porta


La chiesa, ad impianto basilicale ed altrettante absidi, 
fu progettata dall'ingegnere Franco Della Porta in stile neoromanico.

Ma, gettate le fondamenta, per il costo elevato per le comunità, l'
incarico fu, pertanto, assegnato all'architetto Giovanni Muzio che ne semplificò la struttura che fu terminata nel 1932 negli elementi principali, mentre il pronao venne completato solo nel 1960.



Proano - Chiesa Rossa

Del progetto originale della Chiesa Santa Maria in Chiesa rossa, oggi rimane solo la cripta, salone sottochiesa, e l'edificio parrocchiale su via Neera. 




















Muzio sviluppò la chiesa a croce latina, con la navata centrale coperta da una volta a botte, visibile in esterno, che termina nell'unica abside. Il transetto presenta un soffitto in legno a vista.



Interessante pure sono le piastrelle del pavimento realizzate anch'esse dall'Architetto Muzio. Il fonte battesimale, su fianco sinistro, inserito in una cappella ottagonale, rimanda ai battisteri medievali, dove è possibile ammirare la scultura San Giovannino, opera giovanile del giovanile di Giacomo Manzù.



L’altare, incorniciato dall’abside, richiama nella forma i templi greci. 



Altare

DAN FLAVIN IN CHIESA ROSSA


Nel 1996, l’artista americano Dan Flavin (New York 1933-1996) ideò un’opera di restauro e rinnovamento della chiesa parrocchiale di Giovanni Muzzio negli anni 30.
L'opera fu realizzata nel 1997  ed installata grazie all'interessamento del ''Dia Art Foundation'' di New York e della Fondazione Prada. Pertanto,
l'Installazione artistica "UNTITLEDha cambiato volto all’interno della chiesa.




L'installazione è di tipo permanente costituita da tubi al neon verdi e blu per la navata centrale, rossi per il transetto, oro per l'l'abside.














L’opera site-specific Untitled, in luce verde, blu, rosa, dorata e ultravioletta permea l’intero volume della chiesa e accompagna il visitatore: percorrendo lo spazio dall’ingresso, la successione cromatica del trattamento della navata, del transetto e dell’abside suggerisce la progressione naturale della luce in notte – alba – giorno.
 


Alcune foto dell'illuminazione a giorno:






































Alcune foto dell'illuminazione durante la sera:




           


Dal 2008 è sospeso sopra l'altare un grande disco (233 cm) in legno di pioppo "Luce", scultura del maestro Pino Pedano, che ha realizzato anche la fusione in esterno rappresentante Padre Pio da Pietrelcina.





All'interno della chiesa sono da segnalare: la cappella mariana con la statua della Madonna opera di Giacomo Munster di Ortisei, il bassorilievo con l'Annunciazione dell'altare ed è presente il tracciato d'acciaio di un labirinto circolare, il cui diametro è grande circa quanto la navata (8,215 metri).




Dal 17 gennaio 2010 è conservata nel transetto una reliquia del Beato Don Carlo Gnocchi.


Reliquia di Don Gnocchi
Di particolare attenzione vi è in ultimo, ma non meno importante, l'organo composto da 1800 canne, che è stato restaurato nel 2017. 



                                                  Vi auguro una buona visita


domenica 10 giugno 2018

Palazzo Reale di Milano


Il Palazzo Reale

è uno dei poli culturali più importanti di Milano in cui sono state realizzate mostre di enorme successo:



- 1952: mostra con le opere di Van Gogh
- 1951: mostra su Caravaggio e i caravaggeschi. 
- 1953: mostra di Pablo Picasso ed espone il suo “Guernica”.

Ogni anno vengono ospitate circa 1.500 opere provenienti da ogni parte del  mondo, offrendo a tutti (cittadini e i turisti) pittura contemporanea, moderna, design e moda.

Negli ultimi anni nelle sue sale si sono alternati, tra gli altri, nomi come 




Il Palazzo Reale ha il suo centro presso il Duomo e presenta tre sedi espositive: 



la Rotonda di via Besana, 



il Palazzo della Ragione



 il Palazzo dell'Arengario.


La storia di Palazzo Reale ci permette di cogliere i cambiamenti che hanno coinvolto una delle
città più importanti d’Italia e i suoi abitanti:

Le sue origini sono molto antiche, inizialmente sede del Broletto, poi sede del governo della
città dal basso Medioevo, diventa Reggia dei Signori di Milano, con le signorie dei Torriani,
Visconti, Sforza che ne rafforzano il suo ruolo di centro politico.

Dominazioni a Milano 
e opere di valorizzazione a Palazzo Reale



Francese
(Luigi XII prima e Francesco I)

Succeduti agli Sforza, spostano qui la Corte nei primi decenni del Cinquecento facendone ufficialmente il Palazzo Ducale.
Spagnola
Dal 1535 al 1714

LAVORI DI  RISTRUTTURAZIONE  ED AMPLIAMENTO
1594: verrà costruito il primo teatro di Milano all’interno del Palazzo, distrutto da un incendio, viene ricostruito e abbattuto di nuovo.
Austriaca, Maria Teresa d’Austria,

Dalla seconda metà del 18 secolo

à Epoca TERESIANA E NEOCLASSICA

LAVORI DI RINNOVAMENTO affidati a Giuseppe Piermarini (allievo di Vanvitelli).

Trasformazione del Palazzo in una reggia Neoclassica e scomparsa di ogni testimonianza architettonica dell’arte lombarda e da divenne il Palazzo dei regnanti, da Maria Teresa a Napoleone, da Ferdinando I ai Savoia re d'Italia.
Francese
Dal 1796: PERIODO NAPOLEONICO
Milano 1805, diviene capitale del Regno di Italia Napoleonico

Il nome «palazzo Reale»
si deve a Napoleone Buonaparte

Austriaca à Restaurazione;
1815: Milano diventa
capitala del Regno Lombardo Veneto

OPERE DI ABBELLIMENTO,
affidate a Andrea Appiani, a Pelagio Pelagi e ad un giovane Francesco HayeZ.
Grazie ai quali Palazzo Reale raggiunge il suo massimo splendore.
ETA’ SABAUDA
dopo la proclamazione del regno d’Italia 1861

Milano perde il suo status di capitale e il  Palazzo Reale verrà utilizzato dai Savoia solo per  eventi ufficiali;
ad esempio nel 1906 in occasione dell'Esposizione Universale.


Nel 1920, il Palazzo Reale divenne proprietà dello Stato italiano e fu aperto alle visite dei cittadini;

Durante i bombardamenti del 1943, il Palazzo perse gran parte dei suoi tesori: interi ambienti del piano nobile furono distrutti e con essi il loro contenuto di affreschi, fregi, sculture e addobbi; mentre arredi e ornamenti mobili, trasferiti in altra sede, durante la guerra, non furono più ricollocati al loro posto.

Il grande Salone Delle Cariatidi fu scoperchiato, le cariatidi erose dagli incendi, dalla pioggia e dalla neve successive al bombardamento.





















Palazzo REALE OGGI:

Dopo lunghi anni di restauri, Palazzo Reale,  ritrova la centralità del proprio ruolo nella vita culturale e sociale della città;

Il Museo della Reggia, del quale sono state già riallestite le prime sale è concepito come un itinerario attraverso quattro grandi stagioni: l'epoca Teresiana e Neoclassica, il periodo napoleonico, la Restaurazione e infine l'Età sabauda dopo l'Unità d'Italia.

Le prime sale appartenenti al periodo neoclassico (dalla ricostruzione del Piermarini al periodo napoleonico) sono quelle che restituiscono meglio lo splendore di un'epoca "illuminata" in cui Milano ebbe un ruolo di grande rilievo in Europa.

Oggi il Palazzo Reale ospita il Museo della Cattedrale del Duomo ed il Museo d'Arte Contemporanea.
Nelle vicinanze del palazzo Reale troviamo il famoso Teatro Alla Scala.


Alcuni particolari interessanti:


1) LO SCALONE  D'ONORE



2) IL CENTRO TAVOLA - PER L’INCORONAZIONE DI NAPOLEONE  RE D’ITALIA




3) SALE DEGLI ARAZZI



Alcuni Arazzi della "SERIE DI GIAGIONE E MEDEA” 
realizzata dalla Manifattura Gobelins di Parigi)
CLAUDE AUDRAN :  ARAZZIERE ;  JEAN-FRANÇOIS DE TROY : Autore dei cartoni










GIASONE DOMA I TORI 
1770   
 ARAZZO IN SETA    
430x738 cm  



















GIASONE 
GIURA FEDELTA’ 
A MEDEA,


1766

ARAZZO IN SETA
437x395 cm 














Come arrivare:
METRO ROSSA : fermata Duomo

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